Trump, dazi e dollaro debole: l’allarme del professor Gualtieri
L’economista Marcello Gualtieri, professore di economia, politica ed economia applicata all’Università di Torino, avverte: i dazi imposti da Donald Trump non colpiscono un solo bersaglio, ma si distribuiscono tra importatori, esportatori e consumatori americani, in proporzioni che sarà possibile misurare solo a posteriori.Per le imprese italiane, l’impatto dipenderà soprattutto dall’elasticità della domanda: «Se il cliente vuole quel prodotto, continuerà a comprarlo anche se costa di più», osserva Gualtieri, citando l’esempio di aziende per cui la qualità e l’unicità dell’offerta superano la questione del prezzo.
Ma c’è un altro fronte che preoccupa l’economista: il dollaro. Un’emissione di titoli di Goldman Sachs offre oggi un rendimento del 4,4% in euro contro il 6,75% in dollari — un divario di oltre il 50%. «È un segnale inequivocabile che il mercato si aspetta un ulteriore indebolimento della valuta americana», spiega Gualtieri.
Un dollaro più debole significa minor potere d’acquisto per gli americani e, secondo il professore, l’effetto negativo sull’economia sarà «immensamente superiore» alle entrate generate dai dazi.