Presentazione:

È difficile, difficilissimo, scrivere qualcosa che non sia strettamente intima sul
proprio padre, scomparso; esempio per i figli non solo nella vita, ma anche
nella morte.
Ma, più forte della commozione, è la volontà di ricordare a coloro i quali lo hanno
conosciuto e apprezzato quei tratti della sua personalità che, ai nostri occhi,
sembrano essere stati quelli più caratterizzanti: una inusuale miscela di rigore
morale, razionalità e passione.
Già… le passioni di Aldo Gualtieri. Diremmo che (proprio come Luigi Gullo, al
quale era legato da un rapporto particolarmente intenso) ne ebbe tre: la sua professione,
i suoi libri e il “suo giornale”, come amava chiamare la rivista 
“Il Commercialista”.
“Il Commercialista” lo immaginò, lo propose e lo fece accettare quale pubblicazione
dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Cosenza.
Nelle ore notturne, le sue preferite, strappate al riposo e alla famiglia, lo realizzò,
ideandone la testata (il Leone alato di San Marco, simbolo della professione, unito
allo stemma della Provincia di Cosenza e al logo Il Commercialista); ne scelse
il formato (inusuale e nel contempo snello); selezionò con cura la carta lucida;
la sua grammatura; i colori, brillanti ancora oggi.
Ne uscirono ventidue numeri divisi in tre serie.
Della Prima Serie uscirono solo due numeri nel 1975. Il rapporto conflittuale con
il Consiglio dell’Ordine, che mal digeriva la totale autonomia di pensiero del
Direttore, impedì la prosecuzione delle pubblicazioni: Aldo Gualtieri voleva una
rivista di cultura in senso ampio, il Consiglio dell’Ordine ne voleva fare una specie
di bollettino, asettico e senza anima.
Le pubblicazioni ripresero nel 1980, con la Nuova Serie della quale uscirono
quindici numeri sino al 1989. Nel primo numero della Nuova Serie il Direttore
avvisava che le difficoltà che avevano causato la sospensione delle pubblicazioni
non erano state superate; tuttavia, con caparbietà e con grandi sacrifici, anche
economici, si era deciso di riprendere la pubblicazione della rivista.
Le tensioni con il Consiglio dell’Ordine non erano dunque venute meno: “Il
“Commercialista”, con la credibilità che si era conquistata sulla piazza di
Cosenza, era vissuto dal Consiglio come una sorta di deminutio capitis. E, inevitabilmente,
dopo vari tentativi falliti di fare del “Commercialista” un house organ
(come si direbbe oggi), il Consiglio decise di rimuovere il Direttore e tutta la
Redazione, indicando la nuova redazione nel Consiglio dell’Ordine in carica.
Da questo episodio nacque la Terza e Nuova Serie del “Commercialista”, non più organo
dell’Ordine dei Commercialisti di Cosenza, ma pubblicazione del “Centro
Editoriale dei Dottori Commercialisti di Cosenza”, ovverosia un gruppetto di pochi
coraggiosi colleghi che condividevano l’idea di fondo del Direttore: chiunque avrebbe
avuto accesso e diritto di tribuna a condizione di non avere altro obiettivo se non
quello della divulgazione disinteressata delle proprie idee e della cultura.
Della terza serie uscirono cinque numeri, da settembre 1990 a luglio 1992. Poi
anche lo spirito combattivo di Aldo Gualtieri dovette arrendersi alle difficoltà operative
ed economiche.
Da quel momento Aldo Gualtieri continuò a scrivere sull’Inserto di Calabria, grazie
all’ospitalità offerta dal suo direttore Francesco (Ciccio) Gallina, amico sino
all’ultimo.
La frattura con la “istituzione” Consiglio dell’Ordine (al contrario dei rapporti
personali con i singoli Consiglieri) non si sanò mai e giunse sino al rifiuto della
medaglia che il Consiglio gli riconobbe per i venticinque anni di professione.
* * *
Gli articoli coprono un arco di tempo di circa 25 anni e sono stati raccolti in ordine
rigorosamente cronologico, che corrisponde alle pubblicazioni succedutesi
nel tempo: sulla rivista “Chiarezza” diretta da Luigi Gullo (dal 1970 al 1973), sul
“Commercialista” (dal 1975 al 1992) e su “Inserto di Calabria” diretto da
Francesco (Ciccio) Gallina (1993-1994).
Nel corso degli anni si ritroveranno vari filoni conduttori; tra tutti, la costante indignazione
e la protesta per il distorto utilizzo delle prerogative e delle funzioni
pubbliche, da quella legislativa a quella amministrativa.
Alcuni scritti sono inesorabilmente datati per effetto del prepotente richiamo alla
realtà operativa; altri, riletti a distanza di decine di anni, sono risultati sorprendentemente
attuali; di più: premonitori. Alcuni esempi:
• la ripetuta contestazione della pratica dell’anotocismo bancario, fatta per la
prima volta nel 1973, oltre 30 anni prima che una sentenza della Cassazione
a Sezione Unite, nel 2004, riconoscesse fondati i rilievi mossi da Aldo Gualtieri,
in tempi in cui andare contro il sistema bancario era considerato dai più una
bizzarria, se non una vera e propria follia;
• l’iniqua disparità di trattamento fiscale tra redditi di capitale e redditi da lavoro
che, censurata nel 1981, solo oggi inizia ad essere oggetto di attenzione
del legislatore nell’intento di non fare più dell’Italia un “paradiso fiscale” per
gli investitori finanziari;
• la contestazione, nel 1988, della tassa sulle società, riconosciuta illegittima
dalla Cassazione nel 2001.
* * *
Ci fermiamo qui: le letture potranno essere scelte ispirandosi ai titoli dei singoli
scritti e non vogliamo togliere al lettore il piacere di scorrere tra gli articoli alla
ricerca di un proprio percorso personale, un ricordo o una curiosità.
Al di fuori dell’ordine cronologico, abbiamo fatto seguire agli articoli veri e propri alcune
“spigolature” pubblicate sul “Commercialista”, nelle quali chi ha conosciuto
Aldo Gualtieri potrà ritrovare il suo spirito di lottatore, disincantato, ma mai domo.
Marcello e Ferdinando Gualtieri

 

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